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L’utopia
incisa: arte moltiplicata e industria in Sardegna,
Carbonia e Ottana
lunedì
28 gennaio 2002
Nel l974 il cuore della Sardegna subisce la violenza metallica
e acciaiosa dell’insediamento della Società Chimica del
Tirso e fibra del Tirso. Torri a perdita d’occhio, tubi
e strutture scintillanti al sole caldo della Sardegna,
stravolgono un paesaggio uguale da sempre. Sono gli anni dello
sviluppo prepotente, dell’industrializzazione a tutti i
costi, che vedono la trasformazione di una società
prevalentemente agro-pastorale, come quella delle zone interne
della Sardegna, in efficiente società operaia, destinata ad
un avvenire migliore…
Questo è, perlomeno, quello che l’industria chimica
vorrebbe trasmettere, attraverso una cartella d’incisioni,
commissionata ad alcuni artisti isolani e non, per celebrare
la nascita del nuovo polo industriale di Ottana. Nessuna
glorificazione trasparirà, tuttavia, da quelle carte; nessun
entusiasmo “marinettiano”; nessuna esaltazione di modernità,
anzi. L’interpretazione che i 20 artisti daranno del mostro
d’acciaio, non corrisponderà alle esigenze propagandistiche
della Società. Risultato: le incisioni subiranno la censura e
la mancata distribuzione.
Ora quella cartella, dopo la forzata permanenza, di quasi
trent’anni in chissà quale degli uffici dirigenziali della
Società, riemerge prepotentemente, grazie a Franco Mulas e al
Centro studi Guiso.
Renzo Vespignani, Giovanni Canu, Alberto
Gianquinto, Titina Maselli, e Italo Scelzasono
alcuni degli autori di quelle 20 incisioni, esposte
precedentemente ad Orosei (NU), ed ora, grazie all’Assessore
alla cultura, nonché storico dell’arte Giorgio Pellegrini,
visibili anche nel capoluogo sardo.
Nella mostra cagliaritana, allestita nella Sala delle Mura del
Ghetto in Via S.Croce, alla Cartella di Ottana, si aggiungono
le incisioni di un'altra utopia industriale quella di
Carbonia.
La città mineraria nata ex-novo durante il Ventennio, per
assolvere la funzione di cittadina operaia nei luoghi del
carbone, vanta, oltre ad un valore architettonico, anche
alcune incisioni che ne celebrano la nascita e l’operosità.
Poche opere, ma significative, che raccontano la costruzione
della città, le sue miniere, e i suoi protagonisti visti
dall’arte di Giovanni Marras, Foiso Fois e Battista
Ardau Canna. Legata alla mostra, ci sarà poi una tavola
rotonda, per discutere sul rapporto tra arte e
industrializzazione in Sardegna nel secolo appena trascorso.
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L’utopia
incisa: arte moltiplicata e industria in Sardegna, Carbonia e
Ottana, fino al 6 Gennaio, Cagliari, Ghetto degli Ebrei, (ex
Caserma S. Carlo), Via Santa Croce 18, tutti i giorni tranne
il lunedì, orario 10.30 – 13, 17 – 20.30, biglietto €
2.58 intero, € 0.52 ridotto, telefono 070 6402115.
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