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Un
articolo tratto da L'Unione Sarda del 13 aprile 2003
Quattro
le strutture turistiche esistenti, ma altre 10 tentano di inseririsi nel
“circuito”
L’ospitalità?
Letto e colazione
Solo
“bed & brekfast” nella città senza alberghi
Quattro
bed and breakfast lavorano per quasi tutto l’anno al ritmo del tutto
esaurito. Altrettanti sono pronti ad aprire i battenti e altre dieci
persone stanno raccogliendo informazioni per tentare di inserirsi nel
circuito dell’ospitalità in famiglia entro la prossima estate.
Benvenuti a Carbonia, città senza alberghi dove da qualche tempo
l’ospitalità è targata B&B. Posto letto e prima colazione, una
formula vincente che unisce ospitalità e qualità ad un prezzo
assolutamente conveniente. «Le richieste non mancano mai - assicura
Alida Flore che nel suo appartamento ha arredato due stanze che affitta
tutto l’anno a turisti, agenti di commercio o professionisti che di
tanto in tanto hanno bisogno di un punto di appoggio in città - e ogni
giorno sono più convinta di aver fatto la scelta giusta. Ho conosciuto
la formula del bed and breakfast quando da ragazzina sono stata in
Inghilterra e da allora ho sempre pensato di realizzarne uno nella mia
città». Visto il successo della sua idea, poco dopo anche il fratello
ha sposato l’arte dell’ospitalità: «Nella mia casa ci sono due
stanze che non utilizzavo così ho pensato di fare come mia sorella -
racconta Antonio Flore, 25 anni - quando ci sono i turisti preparo loro
la colazione e metto a disposizione anche il giardino, come se fossero
amici di famiglia».
È proprio questo il principio del bed and breakfast: «Fare sentire le
persone a proprio agio, rendere il loro soggiorno interessante facendole
conoscere le mille offerte del territorio - spiega la responsabile del
bed and breakfast “Casa Pitzalis” - e naturalmente promuovere i
prodotti più tipici». Casa Pitzalis è inserita nel circuito “Domus
Amigas” che riunisce 18 bed and breakfast sparsi in tutto il Sulcis
Iglesiente: «Il nostro intento è quello di dare nuova vita alle
tradizioni locali e alla nostra storia - spiega la responsabile Paola
Delussu - ai nostri ospiti non facciamo mancare il pane fatto in casa,
il miele, le olive tutti gli altri prodotti locali». Un’attività
poco costosa da realizzare e che in più supplisce all’assenza di
alberghi nel territorio: «Dieci famiglie che risiedono in città stanno
per rendere disponibili altri quaranta posti letto - spiegano ancora
alla casa Pitzalis - proprio in questo periodo stiamo svolgendo delle
riunioni per cercare di coordinarci e lavorare il più possibile
insieme. In questo modo il turista sente di potersi rivolgersi a noi con
la massima fiducia».
Il tutto senza bisogno di troppa pubblicità: «Il passaparola è lo
spot più efficace - spiega Alida Flore - se un ospite si è trovato
bene consiglierà la stessa sistemazione ad amici e conoscenti. Un
sistema di comunicazione che mi consente di avere le stanze occupate
quasi tutto l’anno. In inverno per motivi di lavoro, in estate per le
vacanze». A promuovere il tutto ci pensano anche i numerosi siti
internet costruiti dalle diverse associazioni nate per far conoscere
quest’angolo dell’Isola. Ad esempio “La Sardegna del SudOvest”
che oltre a illustrare nei dettagli le bellezze di questo territorio
ancora poco noto al turismo di massa dà anche una serie di indirizzi
utilissimi a chi sceglie questa formula di accoglienza. Stefania
Piredda |